06
Da quando ho scoperto Strobist qualche hanno fa sono diventato un grande amante del flash, ovviamente utilizzato off-camera, che permette di realizzare schemi di luce particolarmente belli e creativi senza dover spendere cifre eccessive.
L’unico vero problema che si ha nell’utilizzare il flash lontano dalla fotocamera è come farlo comunicare con la macchina fotografica. Esistono vari sistemi: il cavo TTL, i trigger a fotocellula e i trigger radio.
Read More»05
E’ più di un anno che possiedo ed utilizzo il Sigma 8-16 DC HSM f/4.5-5.6 e finalmente mi sono deciso a pubblicare sul blog una prova.
La prova non ha la pretesa di essere particolarmente esaustiva ma semplicemente di raccogliere in breve le mie impressioni di utilizzo sul campo.
Ho utilizzato questo zoom grandangolare sia durante le fotografie notturne del cielo sia durante i matrimoni per catturare visioni d’insieme, facciate di chiese e palazzi o per rendere ancora più coinvolgenti i momenti particolarmente dinamici.
Read More»10

Poco più di un mese fa la mia Fuji X100 ha iniziato ad avere problemi di esposizione in modalità priorità diaframma e anche in manuale l’esposizione non mi convinceva molto, così ho cercato di fare qualche prova è ho scoperto che il problema era il diaframma dell’ottica che non si chiudeva rimandendo inchiodato a f/2.
Ho iniziato a cercare un po’ di informazioni in rete e pare sia un difetto di gioventù di questa fotocamera. Sembra che nelle fotocamere con più di 1000 scatti possa capitare questo inconveniente, causato dall’eccessiva usura del diaframma dovuta al continuo aggiustamento che fa in automatico per compensare l’esposizione.
Sul forum di Photo4U si trova un topic dedicato al problema: http://www.photo4u.it/viewtopic.php?t=534277
Ho mandato in assistenza la fotocamera e nel giro di 20 giorni Fuji me l’ha restituita perfettamente funzionante. Qualcuno sostiene che fra 500/1000 scatti sarà nuovamente in pericolo mentre qualcuno pensa che il nuovo diaframma sia stato “corretto”.
Se dovessero esserci novità ovviamente aggiornerò il blog.
22
Ultimamente ho scoperto un sito che si dedica alla fotografia partendo dal confronto
diretto fra fotografi per stimolarli nella crescita e nella comprensione della tecnica e dei linguaggi comunicativi. Il sito si chiama adoroletuefoto ed offre la possibilità di partecipare a dei contest a tema sia proponendo delle immagini sia votandole.
Il meccanismo alla base di adoroletuefoto è molto semplice, viene presentanto il tema del confronto e si ha una settimana per realizzare l’immagine e per farne l’upload sul sito. Una volta esaurito il tempo per proporre le nostre immagini inizia la fase di voto e commento, e dura anch’essa 7 giorni, esaurito anche questo tempo si ha la classifica con i vincitori.
Ogni contest ha dei posti gratuiti riservati in numero limitato agli utenti clicker, che possono sottoporre una sola immagine alla volta, mentre gli utenti premium possono proporne fino a 4 per ogni concorso. Ci sono poi gli utenti master, fotografi professionisti, che dispensano consigli sugli aspetti tecnici, comunicativi o artistici commentando le immagini sottoposte al contest.
Uno degli aspetti positivi è che spinge i fotografi a misurarsi su temi o su generi che magari non avrebbero mai affrontato portandoli alla crescita e al confronto, e mettendoli di fronte ad un determinato argomento imparano ad organizzare e a comunicare in modo più preciso le loro idee.
Sito web: http://www.adoroletuefoto.it
Facebook: http://www.facebook.com/adoroletuefoto
Flickr: http://www.flickr.com/photos/adoroletuefoto-it
16

The Tetons and the Snake River, Ansel Adams
Su Ansel Adams non c’è molto da dire più che altro perchè su di lui è già stato detto tutto il possibile, è uno dei miti della storia della fotografia e rappresenta il valore della tecnica fotografica portata ad altissimi livelli. Fondatore del gruppo f/64, inteso come la minima apertura di diaframma possibile che permette una vastissima profondità di campo e un’ottimale resa dei dettagli, Adams è anche membro di una delle prime associazioni ambientaliste d’America il Sierra Club e nelle sue opere è evidente il suo stretto rapporto con la natura.
La mostra “La natura è il mio regno” (fonte www.fondazionefotografia.it)
Read More»
13
Domenica 9 ottobre si è conclusa presso gli Scavi Scaligeri di Verona una retrospettiva dedicata ad uno dei più importanti fotografi del ’900: Henri Cartier-Bresson. Definito da Pierre Assouline: “l’occhio del secolo”, Cartier-Bresson dai suoi inizi negli anni ’30 non smise mai di raccontare attraverso le sue immagini i cambiamenti politici, artistici e sociali del nostro mondo.

13
La Fuji Finepix x100 viene pubblicizzata direttamente dal suo sito dedicatocome “La Scelta dei Professionisti” ed effettivamente devo ammettere che io come professionista un pensiero l’ho fatto, anzi forse anche più di uno.
Le caratteristiche tecniche dichiarate molto interessanti e il design un po’ retrò mi hanno onestamente affascinato. In realtà l’innamoramento è stato però più per un uso strettamente privato piuttosto che professionale. Mi sono visto con la x100 al collo gironzolare per una capitale europea a caccia dello scorcio o della situazione giusta da fotografare piuttosto che in studio con una modella o in una chiesa a fotografare un matrimonio, o in tutte quelle situazioni strettamente professionali.
La Fuji Finexpix x100 ha sicuramente un’ottica favolosa, equivalente come focale allo storico 35mm tanto amato dai fotografi di street, che credo sia perfetta per chi vuole una macchina di qualità eccellente da poter mettere in tasca e tirar fuori al momento giusto per cogliere l’attimo, ma pecca un po’ di flessibilità. Flessibilità che non sempre è un pregio, perchè sono convinto che la limitazione di focale ti può costringere ad usare il cervello nella realizzazione dell’inquadratura, rendendoti meno pigro e più creativo e regalandoti così un’esperienza fotografica molto appagante anche se più complicata, esperienza che le superzoom compatte o i maxizoom per le reflex non ti danno.
Come scelta professionale non ci penserei nemmeno, meglio una reflex vera con ottiche intercambiabili e un bel sistema di flash, ma come alternativa da passeggio/relax/vacanza io la sceglierei eccome. Ha la qualità che serve,il sensore APS-C garantisce una resa agli alti ISO che una compatta si sogna, e ha anche quello spirito ribelle e creativo che le reflex non hanno, e anche se non costa poco, i quasi 1000 euro che la Fuji chiede per questa fotocamera sono sicuramente ben spesi.
23
E’ di questi giorni la notizia della realizzazione da parte di Sony di un concept per una fotocamera compatta con ottiche intercambiabili compatte ed un probabile formato 4:3.
Sony promette portabilità e una qualità paragonabile a quella delle DSLR.
Sony ha in cantiere anche l’erede della Alpha a700, un nuovo tele da 500mm f/4 e un nuovo Zeiss Distagon da 24mm.
Ora non ci resta che attendere.
29
In questi giorni allo Spazio Forma è possibile visitare due interessanti esposizioni: la prima intitolata “Il Coniglio Bianco” è dedicata al fotografo inglese Albert Watson, mentre la seconda chiamata “Testimoni/Testigos” è una breve collezione di ritratti del fotografo Pierre Gonnord, francese ma residente a Madrid.
La prima mostra esplora 40 anni di carriera del fotografo inglese facendoci ammirare un fotografo che negli anni ha saputo muoversi con disinvoltura fra diversi generi. Albert Watson in quattro decadi ha affrontato ritratti, glamour, fotografia di moda e paesaggi urbani dimostrando un’ottima padronanza della tecnica e incredibili doti espressive. I suoi paesaggi di Las Vegas con le luci colorate dei neon sanno essere estremamente suggestivi ed evocativi dando prova nello stesso tempo della capacità tecnica del fotografo. Le sue foto glamour o di moda oltre a rendere palese l’abilità fotografica di Watson riescono a comunicare quel “qualcosa” oltre alla semplice bellezza. In tutte le foto di Albert Watson si fa notare l’incontro perfetto fra tecnica ed espressività, in tutte tranne nel tanto celebrato “Coniglio Bianco”, appena vista nella sua enorme stampa non ho capito quale fosse il messaggio e nemmeno tecnicamente mi è sembrata particolarmente ben fatta, probabilmente sono mancanze mie ma non ho capito il perché di uno scatto simile quando nelle altre opere di Watson il motivo che stava dietro all’opera mi si è sempre palesato in pochi istanti.
In ogni caso, sia che si apprezzi il “Coniglio bianco” o no, è una mostra che va assolutamente vista ed analizzata e che saprà regalare sicuramente molti spunti di riflessione sia al fotografo che al semplice appassionato.
Pierre Gonnord espone una decina di fotografie in cui ritrae barboni, mendicanti e gente di strada. Il suo stile riprende e reinterpreta le opere di Goya, con la stessa drammaticità e la stessa profondità. Gonnord propone la sua ricerca sul concetto di “comunità” indagando e ritraendo gli individui che compongono il gruppo sottolineando sia i punti in comune che le singolarità. Alla fine del percorso espositivo non si può rimanere assolutamente indifferenti alle storie narrate dal fotografo francese che colpiscono per la loro forza espressiva.
Entrambe le mostre saranno visibili presso lo Spazio Forma, in piazza Tito Lucrezio Caro 1 a Milano, fino al 22 novembre 2009.
16
Il nuovo formato per fotocamere compatte con obiettivi intercambiabili potrà riprodurre il successo delle telemetro a pellicola?
In questi giorni mi stavo chiedendo quale ruolo potesse avere il formato digitale introdotto circa un anno fa da Olympus e Panasonic e analizzando attentamente le fotocamere proposte dalle due case giapponesi, mi sono reso conto che sarebbero state perfette in tutte quelle occasioni in cui io avrei voluto avere
con me una telemetro.
La prima fotocamera proposta per questo formato, la Panasonic G1, non mi aveva convinto per le sue dimension
i eccessive, mi aveva fatto pensare che sarebbe stata inutile sia come sostituta della reflex, per la sua qualità intrensicamente più bassa(rumore, sfuocato, tridimensionalià), sia come alternativa alla compatta per le sue dimensioni mastodontiche. La G1 secondo me non sarebbe stata un’ottima alternativa alla Canon G10 che porto sempre insieme a me, e mi aveva fatto pensare che il micro 4/3 sarebbe stato un inutile tentativo di creare qualcosa che non è né carne né pesce, ma quando ho visto per la prima volta l’Olympus PEN EP-1 col suo obiettivo pancake 17mm f/2.8 mi si è accesa la lampadina. Finalmente era disponibile una fotocamera digitale, ad un prezzo più che umano, che avrebbe potuto fare le veci del sistema a telemetro, senza però costare come una Leica M8 II Digital.
Il vantaggio di una Micro 4/3 rispetto ad una compatta non sta solo nella migliore gestione del rumore, avendo un sensore meno denso di fotodiodi, ma anche nella possibilità di gestire la profondità di campo quasi come su una reflex, per non parlare poi della flessibilità di un sistema ch
e ti permette di utilizzare ottiche intercambiabili. Questi vantaggi sono accompagnati da un ingombro che non è di molto superiore rispetto a quello di una compatta evoluta e che spesso è simile a quello di una bridge, certo questo si paga con la perdita del pentaprisma e del mirino ottico ma a qualcosa bisogna pur rinunciare.
Una Panasonic GF1 col
suo luminosissimo 20mm f/1.7 (equivalente ad un 40mm su FF) o una Olympus PEN EP-1 col suo 17mm f/2.8 (equivalente ad un 34mm su FF) l
e v
edo perfette per chi vuole fare reportage urbano ma che non esclude la possibilità di realizzare un bel ritratto con il giusto bokeh e volendo le può trasformare in macchine tuttofare montando le ottiche Panasonic 14-45 f/3.5-5.6 OIS o Olympus 14-42 f/3.5-5.6, avendo a disposizione un parco ottiche di tutto rispetto che va dal 7mm(14mm equiv.) fino al super tele da 200mm (400mm equiv.).
Nel sistema micro 4/3 vedo lo spirito delle telemetro, macchine di qualità con ottiche intercambiabili senza l’ingombro e l’eccessiva visibilità di una reflex perfette da portarsi sempre con se per cogliere l’attimo.





