Riflessioni

Compatte, Mirrorless o Reflex?

Fino a qualche anno fa avvicinarsi al mondo della fotografia era molto più semplice rispetto ad oggi, esistevano fondamentalmente 2 tipi di fotocamere: le compatte e le reflex.

 

Le prime si rivolgevano tendenzialmente a chi cercava qualcosa di facile da usare, di pratico e di poco costoso, mentre le reflex si rivolgevano agli appassionati e ai professionisti, ovvero a tutti quelli disposti a sacrificare praticità,ingombro e facilità d’utilizzo in cambio della soddisfazione di realizzare belle immagini fotografiche.

 

Canon G10 – Fotografia realizzata con una Canon EOS 1D MkIII ottica Canon EF 70-200L  f/2.8

 

 

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Concorsi Fotografici – Tau Visual

Condivido e pubblico un video, realizzato da Roberto Tomesani per Tau Visual, dove si parla dei concorsi fotografici che richiedono la cessione totale dei diritti d’immagine. Questa è una clausola “unfair” che non andrebbe mai accettata perchè fa perdere ogni valore alle nostre immagini.

 

 

 

Divieti e fotografia

Un po’ di tempo fa, visitando la Certosa di Pavia, mi sono scontrato con un divieto tutto italiano, perchè una volta arrivato all’ingresso ho scoperto che all’interno dell’area della Certosa (e non solo all’interno della chiesa) è assolutamente vietato fotografare ed effetturare riprese video.

Ovviamente il divieto è vissuto all’italiana quindi se ne sono fregati bellamente tutti, infatti non appena varcata la porta di ingresso ho subito incrociato un signore che con la sua reflex fotografava a destra e a sinistra, e qualcuno fotografava anche durante la visita guidata con il frate, ma io mi chiedo il perchè di questo divieto.
Perchè vietare, oltretutto virtualmente, di fotografare non solo l’interno della chiesa ma in tutta l’area?

Ormai è fuori luogo anche il divieto di fotografare con i flash perchè i lampi ormai durano una frazione infinitesima di secondo e le potenze dei flash delle macchinette compatte non sono così alte, ma rimane un divieto quasi sensato.

Vietare in un monumento pubblico come la Certosa (che è del Ministero per i Beni e le Attività Culturali) di fotografare liberamente secondo me è profondamente sbagliato, e il fatto che il divieto non venga fatto rispettare mi fa seriamente pensare sull’effettivo pericolo per le opere, che evidentemente deve essere nullo. Credo che l’unica cosa che il divieto possa difendere è la vendita di cataloghi e opere fotografiche sulla Certosa, e la gestione dei diritti di riproduzione delle stesse immagini, ma in questo caso un cartello che invece di vietare ricordi ai presenti che le immagini realizzate non possono essere vendute potrebbe avere più senso.

Tempo fa in un museo di Cuneo mi fecero firmare una dichiarazione che le immagini realizzate all’interno del museo stesso non sarebbero state vendute o inserite in pubblicazioni editoriali senza il loro consenso. Mi rendo conto che far firmare a tutti i visitatori un contratto simile possa rappresentare un’enorme perdita di tempo, ma effettivamente un cartello con un regolamento sintetico che indichi l’uso che si può fare delle immagini sarebbe sicuramente più civile e porrebbe l’attenzione sulle tematiche del diritto d’autore.

Voi cosa ne pensate? Non siete stufi di questi divieti assurdi?

Fotografia, avvicinarsi con cautela.

Regolarmente mi viene chiesto qual è la fotocamera giusta per avvicinarsi seriamente al mondo della fotografia ed in effetti mi sono reso conto che l’offerta di macchine fotografiche è così ampia da disorientare il futuro appassionato, così ho deciso di organizzare in modo organico una serie di consigli.

Per prima cosa bisogna capire a quale sistema avvicinarsi fra reflex o micro 4/3, i sistemi ad ottica fissa secondo me non permettono quella flessibilità che è fondamentale per adattarsi alle esigenze espressive del fotografo. Le reflex hanno dalla loro parte l’altissima qualità delle immagini, una modularità esagerata ed un’eccellente resa alle alte sensibilità, i sistemi compatti come il micro 4/3 hanno il vantaggio dell’ingombro ridotto ma pagano una qualità complessiva dell’immagine non paragonabile con quella di una reflex.

Nella scelta bisogna valutare quanto si è disposti a sacrificarsi per caricarsi letteralmente come un mulo per fotografare seriamente con un corredo reflex, perchè fra ottiche e accessori che potrebbero effettivamente servire le cose da portare con sé sono veramente tante. Se lo spirito di sacrificio non è abbastanza o se lo spazio a disposizione non è molto forse è meglio optare per una micro 4/3 o cmq qualcosa di equivalente.

Se si opta per una micro 4/3 il discorso si interrompe qui mentre se si pensa seriamente ad una reflex le variabili da analizzare nella scelta sono molte.

Bisogna sapere che il vero investimento per un fotografo è l’ottica. Un’ottica buona è in grado di realizzare buone immagini per 20 anni,oltre a mantenere il proprio valore nel tempo, quindi è meglio investire in obiettivi luminosi e di qualità rispetto a corpi macchina ultimo modello e con un un numero impressionante di megapixel. Un esempio della longevità sono gli obiettivi Zeiss che in questi tempi stanno proponendo per i sistemi Canon e Nikon che riprendono con semplici adattamenti schemi ottici utilizzati sulle reflex Contax di 30 anni fa.

Il corpo macchina va scelto considerando il proprio budget e non sdegnando assolutamente il mercato dell’usato. Spesso è meglio orientarsi su un corpo semiprofessionale usato piuttosto che prendere una reflex entry level nuova. E’ vero che la reflex nuova ha il suo fascino e ci attira magari per delle funzioni in più o per un maggior numero di megapixel, ma un corpo semipro è dotato di una raffica migliore, un autofocus più veloce, un otturatore più resistente ed è in generale più robusto e versatile.

Bisogna sfatare il mito dei magapixel: non servono a nulla!

I megapixel servono solo quando si vuole stampare una foto e con 8 Mpixel si stampa senza grandi problemi una foto in formato A3, per contro più il numero di Mpixel è elevato e più è densa la quantià di fotodiodi sul sensore. Ovviamente con l’aumentare del numero di pixel si riduce la loro grandezza diminuendone la sensibilità alla luce, dovendo compensare questa perdita di sensibilità ampl

ificando il segnale si ha un aumento del rumore, che in fotografia si traduce con la presenza di antiestetici puntini colorati che pregiudicano seriamente la nitidezza delle immagini. Quindi non fatevi accecare da numeri che servono solo al bar per pavoneggiarsi ma che ai fini pratici non servono a nulla.

Le ottiche da scegliere poi sono quasi infinite e dipendono in gran parte dal proprio budget essendoci sia ottiche da poche centinaia di euro che da qualche migliaio. Spesso l’obiettivo fornito in kit pur essendo versatile si rivela l’anello debole della catena nel giro di poco tempo e ci si ritrova a volerlo sostituire. Il mio consiglio è di evitare l’ottica kit e di investire seriamente qualche euro in più per accaparrarsi un obiettivo di qualità superiore come il Sigma 18-50 f/2.8 EX, che su APS-C fa un ottimo lavoro senza costare un occhio della testa, evitando di buttarsi subito su zoom dall’escursione esagerata come i 18-200 che pur essendo comodissimi sono qualitativamente deludenti ed eviterei anche di buttarmi fin da subito su teleobiettivi troppo spinti o grandangolari assurdi.

In pratica, nei primi tempi cercherei di capire in che direzione va la mia fotografia cercando di spremere al massimo l’obiettivo 18-55, o similare, che ho deciso di prendere. Se mi dedico principalmente a panorami, ritratti o street il mio set di ottiche prenderà direzioni specifiche limitando al massimo gli sprechi, perchè se mi dedico al ritratto classico avere nello zaino un 28mm superluminoso sarà solo un inutile spreco di spazio e denaro mentre se mi appassiono ai panorami potrebbe essere un mio inseparabile collaboratore.