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Spesso chi non è pratico di fotografia mi chiede come viene realizzato lo sfondo sfocato e spesso crede che sia un effetto ottenuto in postproduzione.
Per spiegare al meglio questo effetto bisogna parlare del diaframma e della profondità di campo.
Il diaframma è costituito da una serie di lamelle poste all’interno dell’ottica che regolano il quantitativo di luce che arriva al sensore ed è uno dei 3 valori che possiamo utilizzare per modificare l’esposizione delle nostre immagini, gli altri 2 sono il tempo di scatto e la sensibilità del sensore (o della pellicola per i più nostalgici).
Il diaframma però non concorre solo a regolare i valori dell’esposizione ma insieme alla lunghezza focale e alla distanza del soggetto concorre a regolare la profondità di campo.
La profondità di campo indica la quantità di spazio nitida che sta di fronte e dietro al punto di messa a fuoco. In poche parole maggiore sarà la profondità di campo e maggiori saranno le parti a fuoco della nostra immagine, viceversa in caso di una ridotta profondità di campo ci sarà un’area a fuoco ridotta.
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Nella vita di un fotografo, che sia amatoriale o professionista poco importa, prima o poi arriva il momento di confrontarsi con uno dei soggetti più difficili: la bottliglia di vino.
Il soggetto non è sempre difficile ma le difficoltà arrivano quando si vuole realizzare uno still-life che sia il più descrittivo possibile, perchè inserita in un contesto “conviviale”, vero o realizzato ad hoc, basta non illuminare la bottiglia frontalmente per eliminare una buona fetta di riflessi indesiderati.
Nella realizzazione di uno still-life descrittivo, per esempio la classica foto pubblicitaria o da catalogo, la bottiglia è sola e va illuminata in modo uniforme e bisogna utilizzare al meglio luci e ombre per descriverne la forma e la rotondità senza incorrere in riflessi orrendi e senza perdere l’idea della trasparenza del vetro.
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Quando ci si avvicina alla Street spesso lo si fa con molta paura, perchè fotografare estranei non è di sicuro una situazione facile e comoda, e lo si fa con molta ignoranza, perchè purtroppo non si conoscono le basi tecniche e stilistiche di questo genere.
La Street richiede immersione in quel che succede e deve saper raccontare e sottolineare momenti di vita quotidiana che altrimenti sarebbero poco interessanti o che comunque passerebbero probabilmente inosservati.
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Non è un articolo su gossip e paparazzi, ma un tutorial per spiegare come si realizzano foto notturne al cielo stellato, magari riuscendo a rendere visibile la via lattea o ad intercettare il passaggio di una meteora.

Per prima cosa vi serve un bel cielo limpido, ancora meglio se siete in montagna dove l’inquinamento luminoso è minore e dove l’atmosfera più rarefatta vi permette di osservare più stelle.
Successivamente vi serviranno un cavalletto e una reflex con montato un obiettivo abbastanza grandangolare.
Più è grandangolare l’ottica e meno evidente sarà il movimento del cielo, permettendovi di scattare con tempi di posa leggermente più lunghi.Bisogna ricordarsi che le stelle iniziano a creare una scia intorno ai 45 secondi di scatto, ma con focali abbastanza lunghe (verso i 70mm) il movimento diventa visibile anche sotto i 20 secondi.
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In questi giorni ho riscoperto lo stile del fotografo americano Dave Hill, che realizza immagini dai colori accesi e particolarmente contrastate. Così come sempre mi sono messo alla ricerca di un buon tutorial su youtube, e dopo averne provati un po’ ho deciso di condividere sul blog questo tutorial:
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Durante l’incontro “Senior Meet Junior” organizzato da Tau Visual, sono stato “cazziato” da un fotografo senior per la sfocatura delle pelle in certi scatti Fashion che ho realizzato ultimamente. Come giustamente mi ha fatto notare la pelle nelle foto sui giornali negli ultimi periodi non è più completamente sfuocata e plasticosa ma la trama dell’epidermide è semplicemente ingentilita e resa più uniforme, ma non è assolutamente stravolta. Testuali parole del senior: “gli sfuocati esagerati lasciali alle ragazzine di 16 anni, un professionista non fa un editing così, specialmente con delle luci ben fatte come le tue”. Così un po’ rincuorato dal gran complimento e spinto al miglioramento dal suo consiglio ho deciso di cercare e sperimentare un bel tutorial per l’editing della pelle.
Eccovi qui un tutorial che ho trovato su YouTube diviso in due parti che ho sperimentato personalmente e che da un effetto molto interessante alla trama della pelle.




